Dal Forum: le vostre foto!


Due angeli per "Africa" PDF Stampa E-mail

Vogliamo "aprire" questo 2010 con un racconto, inviatoci dai carissimi Pino e Patrizia.
Non servono mille parole: leggete questo racconto col cuore....fate che sia "una ricchezza" per voi, per la vostra anima, per la vostra coscienza.

Due angeli per Africa

Africa è arrivata da noi in un modo triste e repentino.
La notte prima del nostro incontro avevamo perso Thor, il nostro primo cane, un maremmano gigante di 70 kg con il carattere di un bambinone ipervitaminizzato. Quella notte è stata una delle più dure che in 21 anni di matrimonio abbiamo passato Patrizia ed io. Non abbiamo dormito, abbiamo solo pianto, ricordando i tanti aneddoti legati alla nostra vita con il "figlio peloso".
Alle cinque di mattina, decisi a non lasciar passare ancora un giorno senza una presenza canina in casa, ci siamo collegati ad internet per cercare una creatura da adottare. Abbiamo girato i siti dei canili nei dintorni di Roma in lungo ed in largo ma non riuscivamo a decidere… ne avremmo presi trenta se avessimo potuto. Avremmo voluto dare una speranza a tutti quegli occhioni tristi e rassegnati. Ma, all'improvviso, quando i dubbi si stavano confondendo con la stanchezza della notte in bianco ecco, comparire in un pop-up non richiesto, una foto di un musone nero e dolcissimo. Era lei, era ed è la nostra Africa.
Il pop-up ci riportava ad un canile in provincia di Roma, a settanta chilometri da casa, e non dava grandi informazioni : solo un numero di telefono, Carla.
Aspettammo con trepidazione le nove del mattino e chiamammo con il cuore in gola… sarebbe stata lei la nostra nuova compagna di vita?
Alle 9,10, Carla, dalla voce gentile e calda, ci rispose dicendoci amorevolmente che stava sfamando la truppa degli ospiti del canile e che Africa era ancora lì in attesa di azione.
Ci preparammo, con gli occhi ancora gonfi dal ricordo di Thor, e salimmo in auto per correre al canile e capire quale fosse la situazione.
Arrivammo in poco più di un'ora e…trepidanti, varcammo il cancello.
Il caos dei latrati e delle corse ci arrivo addosso come una bufera. Trenta o quaranta cani giocavano nel piazzale del rifugio mentre quattro volontari cercavano di "sopravvivere" al marasma.
Chiedemmo, timidamente, di Carla ed arrivò una cara signora che aveva un abbigliamento da "No Limits", circondata da cani e cuccioli.
Ci presentammo e chiedemmo di poter vedere Africa, la terranova della foto. Carla ci raccontò la sua storia : era stata vittima di un sequestro giudiziario per maltrattamenti due mesi prima e da quella data era ricoverata al rifugio con grandi difficoltà di adozione, vista la taglia.
Africa aveva tre anni e mezzo e per tutta la sua vita era vissuta in una gabbia di due metri per due, incatenata.
Chiedemmo di incontrarla e….fu Amore.
Carla aprì la gabbia e, quella immensa mole di pelo, mi corse incontro saltandomi addosso e leccandomi ovunque….
Trattenere le lacrime fu quasi impossibile, vista l'esperienza della notte precedente, l'abbracciai e scoppiai a piangere come un bambino.
Africa era il nostro desiderio tornato a vivere.
Sbrigammo rapidamente le pratiche per l'adozione e facemmo salire Africa in auto. Lei ci guardò, guardò Carla scodinzolando, e si sdraio sul pianale posteriore sbuffando di piacere.
Tante cose ci sarebbero da dire di questi quasi tre anni passati con Africa, tante cose da raccontare.
Solo due sono importanti : oggi, Africa vive con il suo compagno Tyron, anche lui preso in canile a 3 mesi, un bel maremmano tutto bianco. Le sue condizioni di salute non sono perfette, soffre di artrosi alle zampe posteriori a causa dell'immobilità dei primi anni di vita, è in costante cura e controllo veterinario ma, nonostante, qualche dolore riempie la nostra giornata e la nostra vita come ci aspettavamo.
Forse la sua aspettativa di vita non sarà lunghissima ma quello che ci sta donando è radicato nel profondo del nostro cuore e rimarrà con noi per sempre…
Grazie al terranova ed al suo splendido carattere e grazie a voi per l'opportunità che ci avete dato di raccontare la storia di un "batuffolo" di 60 chili.

Pino e Patrizia

 
< Prec.