La leggenda del Terranova by Rossana

La nostra amica Rossana M. ha riscritto la famosa leggenda del cane di Terranova…molto bello anche il suo testo.

LA LEGGENDA DEL TERRANOVA

Nella notte dei tempi ,
in una lontana terra ghiacciata, ai confini del polo nord,
viveva una comunità di pescatori….

Ogni giorno tanti uomini lottavano contro le intemperie, il freddo e le tempeste per procurarsi del pesce in alto mare
da portare alla propria comunità per cibare le loro famiglie e per scambiare prodotti derivanti dalla lavorazione dei pesci,
con altre terre vicine.

Un giorno il Capo della comunità della Terra dei Ghiacci si recò nelle fertili terre coltivate dei paesi del sud.

La sua intenzione era quella di allacciare dei nuovi rapporti commerciali con le popolazioni che avrebbe incontrato.

Incontrò il capo della comunità della Terra dei Fuochi, che aveva una figlia bellissima, dai lunghi capelli biondi e mani delicate, occhi chiari e lunghe dita sottili.

Il capo della Terra dei Ghiacci se ne innamorò e decise di chiedere la mano della fanciulla.

Ella non ebbe dubbi : giammai avrebbe concesso a quell’omone di toccarla, con le sue mani sporche di grasso di foca, e la barba lunga e la pelle avvizzita dal freddo.

Allora il Capo della Terra dei Ghiacci non accettando un rifiuto, decise di rapire la fanciulla.

Fu allora che il Dio Poseidone si adirò, e decise di intervenire per punire questo affronto.

Creò un essere molto grande, che avrebbe avuto la pesantezza di 10 carri, e per farlo risultare più possente, gli fece un manto tutto nero.

Il manto doveva essere così fino e lungo che nessuno avrebbe potuto mantenerlo pulito a lungo, neanche con 100 spazzolate al di.

La lucentezza del manto doveva essere sempre compromessa da vari unguenti misti a rigoli di bava che inaspettatamente la nuova creatura avrebbe dovuto roteare e lanciare a distanza con una velocità tale da restare impigliata nel volto del Capo di Terra dei Ghiacci.

La maestosa muscolatura sarebbe servita solo a raggiungere posizioni inamovibili in ogni atrio della casa, per fare inciampare il Capo ogni qualvolta avesse voluto varcare una soglia.

Ogni notte la creatura avrebbe emesso forti rumori molesti simili al ruggito di un leone, al fine di non concedere un sano riposo al Capo di Terra dei Ghiacci .

Si sarebbe rotolata in ogni acquitrino per poi incamminarsi verso l’interno della casa del Capo ed avrebbe lasciato orme di fango sui suoi candidi tessuti da cerimonia.

L’odore molto forte della creatura avrebbe tenuto lontano amici e invitati ai banchetti, cosi da infliggere al Capo sempre più punizioni giorno dopo giorno.

Avrebbe preteso lauti pranzi a base di carne e pesce ed avrebbe restituito il cibo con evacuazione di smisurata natura.

Vedendo la riuscita del suo maleficio, Poseidone credette che il Capo di Terra dei Ghiacci avrebbe presto ceduto alla volontà degli Dei ed avrebbe liberato la fanciulla.

Invece egli non intendeva liberare la fanciulla,
allora Poseidone fece l’impossibile: mise nel petto della creatura un cuore da gigante e negli occhi instillò tutta la dolcezza della terra,
mise tra le dita delle zampe delle palme …
Insinuò nel suo animo un infinito senso di giustizia, e di bontà.
Gli fece il dono della comprensione delle parole, cosi gli raccontò della principessa triste,
e la creatura capì subito quale missione si aspettava Poseidone da lui.

Improvvisamente balzò in piedi, prese a correre con i suoi modi molto goffi,
raggiunse la ragazza, la guardò intensamente, inclinò la testa delicatamente e con le fauci afferrò con attenzione il suo braccio per trascinarla via da lì.

La fanciulla per la prima volta nella sua vita,
trovò in quello sguardo tutta la complicità che non aveva mai incontrato in nessun altro,
capì che forse quello sarebbe stato l’unico amico che avrebbe avuto,
avrebbe potuto affidargli la sua vita, e improvvisamente divennero una cosa sola.

Partirono insieme, impararono che amarsi non vuol dire imprigionarsi, ma camminare fianco a fianco senza catene,
impararono il piacere di svegliarsi annusando l’aria tersa di rugiada
e il piacere di nuotare insieme tra le acque cristalline.

Esplorarono Nuove Terre, e fecero conoscere al mondo intero questo inestimabile valore che li fece diventare leggenda per sempre :

l’amicizia tra l’uomo e il cane.

Di Terranova , ovviamente.

By
ROSSANA
dedicata a Priamo e a tutti i suoi fratelli.