Psicologia canina: imprinting e socializzazione

La presa di coscienza di un cucciolo comincia molto presto, ossia durante il periodo di “transizione”, che corrisponde alla terza settimana di vita. In questo periodo il cucciolo si attacca alla madre scoprendo di essere un cane secondo quel processo chiamato di impregnazione, diventato celebre grazie ai primi etologi, soprattutto Konrad Lorenz, che ha parlato di imprinting.

Ma perché utilizzare la definizione impregnazione e non della più nota parola imprinting?

Come già detto, la nozione di imprinting nasce con i lavori di Konrad Lorenz, iniziati nel 1931.

Come spesso accade nella ricerca scientifica, questa scoperta avvenne in modo assolutamente casuale: se non si fosse mosso, errore imperdonabile per un osservatore etologo rigoroso, non avrebbe scatenato il meccanismo di imprinting nei piccoli di oca selvatica.

“…Per ventinove giorni avevo covato le mie venti preziose uova di oca selvatica… solo negli ultimi due giorni io avevo tolto alla tacchina le dieci uova biancastre, ponendole nella mia incubatrice… volevo spiare ben bene il momento in cui sarebbero sgusciati fuori i piccoli, e ora quel momento fatidico era arrivato…la mia prima ochetta era dunque venuta al mondo, e io attendevo che, sotto il termoforo che sostituiva il tiepido ventre materno, divenisse abbastanza robusta per poter ergere il capo e muovere alcuni passetti. La testina inclinata, essa mi guardava con i suoi occhi scuri; o meglio, con un solo occhio, perché come la maggior parte degli uccelli, anche l’oca selvatica si serve di un solo occhio quando vuole ottenere una visione molto netta. A lungo, molto a lungo mi fissò l’ochetta, e quando io feci un movimento e pronuncia una parolina, quel minuscolo essere improvvisamente allentò la tensione e mi salutò: col collo ben teso e la nuca appiattita, pronunciò rapidamente il verso con cui le oche selvatiche esprimono i loro stati d’animo, e che nei piccoli suona come un tenero, fervido pigolio… E io non sapevo ancora quali gravosi doveri mi ero assunto per il fatto di aver subìto l’ispezione del suo occhietto scuro e di aver provocato con una parola imprevidente la prima cerimonia di saluto.”

Questa teoria dimostrò che il meccanismo non era legato ai comportamenti di cure parentali, ma bensì era del tutto automatico Lorenz, grazie ai suoi studi definì le principali caratteristiche di questo fenomeno:

• l’imprinting avviene sempre durante un periodo sensibile; trascorso questo periodo, l’animale perderà la capacità di impregnarsi;

• l’imprinting è irreversibile; infatti, contrariamente all’apprendimento, che è sempre labile, la conoscenza dell’oggetto scatenante persisterà per tutta la vita;

• l’imprinting seleziona non i caratteri individuali, ma quelli speciespecifici… un’oca selvatica improntata sull’uomo segue tutti gli uomini;

• l’imprinting implica sempre solo una reazione determinata da un oggetto determinato… una taccola, allevata da Lorenz, considerava l’uomo un partner parentale e sessuale, pur volando con taccole bigie (compagne di volo) e accettando giovani taccole quali compagne filiali;

• l’imprinting può completare un’azione istintiva non ancora installata (per esempio, il determinismo del partner sessuale);

• gli stimoli dolorosi sembrano rinforzare l’imprinting (al contrario dell’apprendimento, dove lo stimolo doloroso porterà all’evitamento).

Il meccanismo dell’imprinting viene dunque osservato negli uccelli e nei mammiferi erbivori. Al contrario, nei mammiferi carnivori domestici, e si crede anche nell’uomo, questo fenomeno non esiste.

Tuttavia, è possibile stabilire alcuni parallelismi e similitudini tra le caratteristiche dell’imprinting e quelle di un altro fenomeno, l’impregnazione, che si svolge su periodi di tempo molto più lunghi, ma che comprende caratteristiche comuni, la più importante delle quali è la capacità di avere risultanze comportamentali molto distanziate nel tempo, per esempio il comportamento sessuale.

Nell’imprinting si notano:

• la preferenza per un oggetto;

• gli oggetti in movimento sono più scatenanti;

• l’imprinting è rinforzato dall’esposizione all’oggetto;

• esistenza di un periodo sensibile, talvolta molto breve;

• l’inizio è considerato quale un processo stabile nei confronti dell’ambiente circostante;

• la figura di attaccamento resta anche dopo la separazione.

Per quanto riguarda l’impregnazione, si notano che:

• all’inizio si verifica un largo ventaglio di stimoli;

• alcuni stimoli sono più efficaci (il viso per un bambino);

• l’attaccamento aumenta in funzione della durata dei contatti;

• esiste un periodo sensibile spesso lungo;

• l’inizio del processo avverrà in modo stabile;

• una nuova impregnazione sarà difficile dopo la fine del periodo sensibile.

cucciolo1.jpgLe osservazioni del cucciolo dimostrano che il processo di attaccamento è prodromico al meccanismo di impregnazione.

Per cui, si può ragionevolmente pensare che l’attaccamento ad un essere con caratteristiche feromonali, visive e tattili particolari, favorirà l’attuazione di un’impregnazione dei comportamenti parentali e sessuali.

Ma una caratteristica importante nei carnivori domestici è la possibilità di una doppia impregnazione, anche se con connotazioni diverse. Nel cane, questo complica la situazione anche se rispetta la regola dell’anteriorità dell’attaccamento.

Un cucciolo non potrà impregnarsi alla specie umana, se non avrà creato un legame di attaccamento ad un umano specifico.

L’INIZIO DELLA SOCIALIZZAZIONE

Il periodo di socializzazione inizia alla terza settimana ed ha un termine molto fluttuante: dal sesto mese all’anno di età. Questo perché in questo periodo viene inglobata anche la fase della pubertà, che contraddistingue il momento del passaggio del cucciolo alla fase dell’adolescenza e, dunque, all’entrata nel mondo degli adulti.

Il periodo della pubertà è dunque variabile per sesso e razza; è una metamorfosi ormonale, caratterizzata dalla presenza di un nuovo periodo sensibile. I comportamenti dei cuccioli non sono più dei semplici riflessi, ovvero delle azioni automatiche di risposta ad uno stimolo, ma delle azioni che si modellano in qualità ed intensità man mano che si producono, modificando anche la capacità di evocazione degli stimoli. In questo modo il comportamento diventa un qualcosa di ben organizzato e strutturato.

La socializzazione può essere di diversi tipi:

• Socializzazione intraspecifica

• Socializzazione interspecifica

La prima si riferisce all’esperienza di relazione fra membri della stessa specie (cani con cani), mentre la seconda è relativa ai rapporti con esemplari di specie diversa (cane-uomo / cane-gatto,ecc.).

Non bisogna tuttavia trascurare la socializzazione ambientale, ossia la conoscenza dei vari stimoli che possono essere prodotti dall’ambiente in cui è destinato a vivere il cane. Per esempio in campagna il rumore del vento, i vari odori emessi dagli elementi presenti nell’ambiente, ecc. In città, il rumore delle auto, dei treni, gli schiamazzi, gli odori non naturali presenti sull’asfalto e sul territorio urbanistico, gli stimoli visivi prodotti dal traffico urbano, ecc.

È molto importante che il cucciolo, in questo periodo di vita socializzi molto, entri in contatto con moltissimi stimoli di natura diversa. In questo modo potrà conoscere molti elementi indispensabili per costruire il proprio bagaglio comportamentale futuro.

Nel periodo di socializzazione i cuccioli giocano tra di loro, assumono le prime posture corporee di dominanza e sottomissione. Osservando i cuccioli durante questo tipo di relazione, sarà possibile individuare i soggetti predisposti a diventare maggiormente dominanti e quelli invece più sottomessi.

Le posture di dominanza a quest’età sono:

• Giocare cercando di sovrastare i fratelli mettendo sempre il proprio capo sulla schiena degli altri

• Mordere la collottola dei fratelli

• Cercare sempre di occupare i posti più elevati

Il periodo di socializzazione, favorito da un corretto attaccamento alla madre, oltre ad essere il più lungo, è anche il più complesso, in quanto si svilupperanno i processi che influenzeranno i comportamenti del cane per tutta l’esistenza:

• Comunicazione intra- ed extraspecifica;

• Esplorazione dell’ambiente circostante;

• Acquisizione degli autocontrolli;

• Distacco;

• Gerarchizzazione.
Alessandro Semplici