Elaborazione della perdita di un cane

Elaborare il lutto di un cane e come aiutare il cane che rimane…non è facile parlare di questo. Ma credo che tutto vada affrontato, e ci si può aiutare anche in questo, a parte le decine di post di sostegno alla persona che purtroppo vive una situazione di questo tipo. Ho fatto una ricerca in Internet e un successivo copia e incolla di ciò che più trovo coerente e giustificato.

Ecco qui:
Quando si perde un animale domestico (cani, gatti, roditori, uccelli, pesci …), il dolore è una risposta normale e fisiologica al lutto.
Molto spesso l’animale è considerato un amico, un compagno, un membro della famiglia, e la sua morte è intensamente dolorosa, soprattutto se rappresentava la principale fonte di compagnia.
In un recente studio americano sulle principali cause di depressione, gli intervistati hanno indicato, tra le prime 5 posizioni, la perdita del proprio animale. Questo rende bene l’idea dell’impatto emotivo che può avere questo evento.
Nella nostra società, poi, spesso la perdita di un animale è vista come una perdita relativa, non intensa come altri tipi di lutto, e magari può essere sminuita o banalizzata: le persone si possono sentir dire che “Era solo un animale domestico”, oppure “Puoi sempre prenderne un altro” e si aspettano che la sofferenza svanisca in un soffio.
In realtà il lutto per un animale domestico è carico di significati e aspetti specifici che caratterizza il legame tra persona e animale.
L’animale è dipendente dall’essere umano, e proprio per questo motivo la sua presenza è pressoché costante sia sul piano reale, sia su quello affettivo (ci si “deve” ricordare di lui, comprare il cibo, accudirlo, curarlo, portarlo fuori).
Gli animali non giudicano, ci accettano come siamo, ci amano senza vincoli. La relazione con loro raramente presenta situazioni di vero conflitto. Il legame emotivo che si crea, dunque, è particolarmente intenso, poiché l’animale ha spesso ha una vita dipendente dalla nostra, vive totalmente immerso nel nostro mondo.
Inoltre, le persone sono e si sentono responsabili per lui e spesso devono decidere anche della sua morte.
Relazionarsi con gli animali di compagnia implica infatti fare i conti col fatto che hanno un’aspettativa di vita inferiore, relativamente breve rispetto alla nostra, ed è inevitabile vederli invecchiare, ammalarsi e morire.
Infine, è importante non sottovalutare che spesso la perdita di un animale può riattivare esperienze precedenti di lutto e inevitabilmente porta a confrontarci con la paura della nostra stessa morte.
Il dolore è in genere maggiore per le persone sole, che non hanno nessuno con cui condividere i propri sentimenti e per le quali l’animale era la fonte principale o unica di affetto, amicizia, compagnia.
Non si perde solo un animale amato, una fonte di conforto e di compagnia, di amore incondizionato, di divertimento e di allegria, ma anche una parte importante della nostra stessa esistenza.
Ecco perchè non c’è nulla di sciocco o troppo sentimentale nel piangere e soffrire per la morte di un animale domestico.
Cosa si può provare
Il tempo e i modi di sperimentare il lutto variano naturalmente da persona a persona. Come per altre situazione di perdita, si possono provare differenti emozioni nel processo di elaborazione del lutto:

Il rifiuto e la negazione iniziale rendono difficile accettare che l’animale è veramente deceduto, bisogna fare i conti con i ritorni a casa, con l’assenza. È possibile ripensare in continuazione all’animale morto, rievocando i ricordi più volte nella mente, si può anche pensare di vederlo, sentirlo, parlarci come se fosse ancora presente.  La tristezza e la depressione sono conseguenze naturali del dolore, che possono lasciare impotenti di fronte ai sentimenti.  La rabbia, più o meno giustificata, può essere rivolta alla malattia che ha ucciso l’animale, a lui stesso, al veterinario, ai familiari che sembra non comprendono, a Dio, a sè stessi … Il senso di colpa si può verificare se ci si sente responsabili della morte del proprio animale, (“Se solo fossi stato più attento”, “Cosa avrei potuto fare per salvarlo?”), o abbiamo dovuto prendere decisioni difficili, in merito alla malattia o alla morte stessa. Come poter affrontare la perdita
Il primo passo è quello di essere onesti e riconoscere i propri sentimenti, considerarli legittimi e meritevoli di sostegno, senza sentirsi imbarazzati o inadeguati. Bloccare il dolore, il pianto, i sentimenti di rabbia o di colpa non li fanno andare via.
Esprimere ciò che sentiamo, anche se difficile, è fondamentale. Ci aiuta a superare la perdita e andare avanti. È necessario provarlo il dolore per poterlo superare.
La negazione non fa altro che ritardare il processo di elaborazione e lascia conflitti sospesi, che possono manifestarsi più in là nel tempo.
Parlare dei sentimenti che si provano con un’altra persona è uno dei modi migliori per metterli in prospettiva e trovare il modo di affrontarli.
Parlare di come ci sentiamo con qualcuno (amico, familiare, professionista dell’ascolto) che possa capirci ed ascoltarci senza giudicarci.
Ci sono molti modi per esprimerli e onorare la memoria di un animale domestico: scrivere o creare un album con le sue foto, fare volontariato o una donazione a un’associazione benefica che si occupa di animali, creare un rito che permetta di ricordare l’animale in maniera simbolica per dare un significato e un momento di contenimento alle emozioni del lutto.
Il percorso psicologico del lutto si pone come luogo di ascolto e accoglienza in cui contenere e rendere comunicabile il dolore, e successivamente aiutare la persona ad elaborare la perdita e il senso che ha nella nostra vita.
Il lutto non guarisce (anche perchè non è una malattia, anche se può diventarlo), può solo decantare e avvicinarsi all’accettazione.
Quando il pianto lascia il posto ai ricordi, quando si ha un moto di serenità vedendo magari una foto di un pezzo di vita insieme.
Alleviare il dolore al cane
L’elaborazione del lutto negli esseri umani è caratterizzata da cinque fasi riconoscibili: rifiuto, rabbia, contrattazione o patteggiamento, depressione e, infine, accettazione. Nonostante non vi sia dubbio che un cane possa avvertire la perdita di un compagno a quattro zampe, il suo dolore assume una forma diversa. Il suo tumulto emotivo è dovuto a un cambiamento nella routine quotidiana e alla perdita di sicurezza legata a un cambiamento nella struttura del branco, che può quindi causare depressione. Certamente ogni cane è un individuo a sé, e mentre un cane potrebbe rifiutare di mangiare, un altro potrebbe notare a malapena l’assenza ed essere felice di trovarsi al centro dell’attenzione. Tuttavia, se il tuo cane è colpito emotivamente dalla perdita di un altro cane, puoi adottare alcune misure per aiutarlo a elaborare il lutto.

1. Considera la possibilità di lasciare che il tuo cane veda il corpo del cane che è morto. Molte persone credono che permettere al cane di vedere il corpo del suo compagno a quattro zampe morto lo aiuti a farsene una ragione e ad accettarne la morte. In teoria il cane comprende che il suo compagno è morto e di conseguenza affronta meglio la perdita. Tuttavia non esistono prove scientifiche a sostegno di questo metodo; comportati quindi come ritieni sia meglio per te e per il tuo cucciolo. · È difficile determinare la ragione per cui alcuni cani reagiscono meglio di altri e stabilire se la vista del corpo abbia qualcosa a che fare con questo. Tuttavia è improbabile che la vista del suo vecchio amico possa fargli male, per cui sostanzialmente la decisione spetta a te. Spesso il dolore o la depressione che un cane manifesta dopo la morte di un altro cane deriva da un cambiamento evidente nella “gerarchia del branco”. Questo può causare la perdita del senso di sicurezza o della routine.

2. Mantieni una routine regolare per aiutarlo ad adattarsi. L’istinto di sopravvivenza dei cani in natura implica che non si prendono periodi di pausa per affliggersi, ma tendono piuttosto ad andare avanti a seguire lo schema di tutti i giorni caratterizzato dalla caccia e dalla cura di sé. Mantenere la tua normale routine riduce la sensazione di stress nel cane; l’ultima cosa di cui ha bisogno dopo la perdita di un compagno è che il suo mondo venga completamente stravolto.  Di conseguenza, per quanto sia difficile affrontare la perdita di uno dei tuoi cani, mantieni le tue solite abitudini: dagli da mangiare alla stessa ora come al solito, portalo a passeggio e frequenta i luoghi dove andate normalmente. Questo rassicura il cane sul fatto che la vita va avanti e lo aiuta a fronteggiare la situazione

3. Fai attenzione a non concedere al tuo cane di prendere abitudini sbagliate.Voler consolare un animale dopo un lutto fa parte della natura umana; tuttavia potrebbe non essere il modo migliore per alleviare il suo dolore. Prendi ad esempio un cane che smette di mangiare. La reazione del padrone è quella di imboccarlo, elogiandolo quando accetta dei bocconi dalle sue mani. In effetti il proprietario premia il cane quando mangia dalle sue mani, invece che dalla ciotola. Di conseguenza, quando vuoi che il cane mangi dalla ciotola lui rifiuta, preferendo che sia tu a dedicargli delle attenzioni dandogli il cibo con le mani. Questa diventa un’abitudine malsana per lui e insostenibile per te. Una possibilità di gran lunga migliore consiste nel comportarsi in modo normale con il cibo e con gli orari per dargli da mangiare, rafforzando così l’impressione che, nonostante l’altro cane sia morto, tutto procede bene. Quindi, come al solito, appoggia a terra la ciotola con il cibo e, se il cane non mangia, dopo dieci minuti svuotala e non dargli nient’altro fino al prossimo momento di mangiare. Può sembrare severo, ma nel linguaggio dei cani rafforza il senso della routine e della sicurezza, che è proprio quello che gli occorre in un momento del genere.
4. Concedigli del tempo per trovare il proprio spazio. I cani hanno bisogno di sapere qual è il loro ruolo all’interno del “branco” per sentirsi al sicuro, e quando un membro del branco muore, è possibile che il cane ancora in vita rimanga confuso e in ansia. La chiave per superare questo periodo di adattamento, che sia per il leader o per un membro di livello inferiore all’interno del branco, è mantenere una routine regolare e dedicare del tempo ad addestrare il cane o a giocare con lui, continuando normalmente. Se il cane che è morto era il leader, l’altro cane che è ancora in vita potrebbe sentirsi insicuro poiché la sua cognizione di chi ha il controllo è cambiata. Questo potrebbe manifestarsi abbaiando in modo eccessivo agli altri cani per affermare la sua libertà appena scoperta, o con più probabilità perché si sente minacciato e per avvertire gli altri cani di tenersi alla larga.  Se il cane che è morto era il cane subordinato, il leader del branco che è ancora vivo potrebbe perdere convinzione, poiché la sua guida e il suo sostegno non sono più necessari. Senza un membro del branco che segue il suo esempio, il leader potrebbe sembrare irrequieto e vagare senza meta mentre sorveglia la situazione.

5. Occupa il suo tempo con giochi interattivi. Due cani che vivono insieme interagiscono continuamente tra di loro in modo discreto. Quando uno dei due muore, il suo compagno potrebbe benissimo sentirsi poco stimolato e persino annoiato. Se riesci a riempire il vuoto che si è creato introducendo degli stimoli mentali, come giochi, qualche passeggiata in più e anche insegnandogli uno o due trucchetti, lo aiuterai ad adattarsi. · Questa straordinaria interazione tra te e lui distoglierà la sua attenzione dal problema e rafforzerà il vostro legame. Potrebbe anche contribuire ad alleviare il tuo dolore.

6. Valuta attentamente l’idea di prendere un altro cane. Il momento migliore per prendere un altro cane è quando ti senti pronto, piuttosto che prenderlo subito per consolare il cane che hai. I cani sono individui, e se il cane che è ancora vivo aveva un legame forte con quello che è morto, è improbabile riuscire a replicare questo legame semplicemente introducendo un nuovo cane in famiglia; considerare la questione come se dovessi “acquistare” un nuovo migliore amico, per quanto possa sembrare una buona idea, non è così che funziona. È anche possibile peggiorare la situazione stressando il cane che è ancora vivo, costringendolo a trovarsi di fronte a un cane sconosciuto che invade il suo territorio. Prendi un altro cane solo se sei convinto che siate pronti entrambi.

7. Fai la prova con il cane di un tuo amico, prima di introdurre un nuovo cane in famiglia. Se sei fermamente convinto che un nuovo cane sia la soluzione, fai la prova prendendo in prestito il cane di un tuo amico e lasciandolo giocare insieme al tuo. Vedi come reagisce il tuo cane e se la presenza dell’altro cane possa essere d’aiuto. Se va d’accordo con l’altro cane, potrebbe essere pronto. Se non va d’accordo, è meglio aspettare. Se sei fortemente intenzionato a prendere un altro cane e il tuo attuale cane non va d’accordo con quello del tuo amico, prendi in considerazione un cane di taglia o di sesso diverso. Probabilmente il tuo cane potrebbe andare d’accordo con un cane che incute meno (o più) paura o un cane con un’indole diversa.

8. Impara a riconoscere la depressione canina. È difficile sapere con certezza se un cane soffre di depressione, ma le sue manifestazioni attraverso il linguaggio del corpo sono compatibili con il nostro concetto di depressione. Tali sintomi possono essere particolarmente preoccupanti se tu stesso stai lottando per superare la perdita. Di seguito sono elencati alcuni dei comportamenti che il cane potrebbe manifestare in questo periodo turbolento: Rifiuto del cibo.

9. Parla con il veterinario dei feromoni che donano una sensazione di benessere al cane. Il lutto è un processo naturale che ha bisogno di essere metabolizzato, e paralizzare le sensazioni del cane con i farmaci non è la strada da percorrere, a meno che la depressione vada avanti da diverse settimane. Se tuttavia hai fatto tutto nel modo giusto e durante le 3-4 settimane successive al lutto il cane sembra ancora depresso, vale la pena farlo visitare da un veterinario.

Una possibilità che potrebbe suggerirti è l’utilizzo di feromoni appaganti materni (in inglese “Dog Appeasing Pheromones”). · Questo prodotto è in commercio con il nome di Adaptil ed è disponibile sotto forma di un diffusore da inserire nella presa elettrica, che sprigiona il feromone nell’ambiente, o come collare che entra in contatto con la pelle del cane. Adaptil contiene una sostanza sintetica analoga al messaggero chimico (feromone) secreto dalle ghiandole sebacee delle cagne che allattano, che ha la funzione di rassicurare e rendere contenti i cuccioli. Il cane respira il feromone e questo attiva in lui una sensazione di sicurezza e benessere. Anche se non si tratta di una soluzione rapida, può aiutare a diminuire il livello di ansia in un cane stressato, in modo da poterlo aiutare a voltare pagina e a diventare più equilibrato.

10. Parla con il veterinario per la prescrizione di farmaci antidepressivi. Un’altra opzione che potrebbe suggerirti il veterinario è la prescrizione di farmaci antidepressivi, di solito da prendere in considerazione quando tutto il resto non funziona e i sintomi durano per più di un mese. Il farmaco antidepressivo autorizzato per i cani è chiamato clomipramina e fa parte degli antidepressivi triciclici. Agisce inibendo la ricaptazione di alcuni neurotrasmettitori (serotonina e noradrenalina) nel cervello e serve a contrastare l’ansia. La dose è di 1-2 mg/kg due volte al giorno per via orale. Di conseguenza, un labrador di 30 kg dovrà assumere mezza compressa da 80 mg due volte al giorno. · Questo farmaco ha degli effetti collaterali, come secchezza delle fauci e stipsi, e può aumentare il livello di plasma di alcuni farmaci antiepilettici, quindi in questi casi dovrebbe essere somministrato con cautela.