Piante velenose

Con l’arrivo delle feste di Natale si sente maggiormente la voglia di creare quel clima ovattato e fiabesco per ricevere amici e parenti con i quali trascorreremo giorni in armonia e serenità. La magica atmosfera fatta di scintillanti luminarie, addobbi, vetrofanie, palline, candele di diverse forme e misure, oggetti di legno, metallo, feltro, tessuti e stampe dalle tonalità oro, argento e rosso, colori simboli del Natale, entra nelle nostre case, all’insengna della tradizione, per renderle calde e accoglienti. In occasione delle festività è consuetudine ravvivare la casa con piante ornamentali, tra le quali la più popolare è forse la stella di Natale, che risulta essere tossica per cani e gatti. Quindi attenzione ad alcune piante…

Piante da appartamento

Anche gli steli e le foglie di alcune tra le più diffuse piante di appartamento contengono sostanze tossiche se ingerite da cani o gatti.
Stella di Natale
La stella di Natale (nome scientifico:Euphorbia pulcherrima), della famiglia delleEuphorbiacee, è una popolare pianta da appartamento, presente soprattutto nel periodo natalizio. Risulta tossica per cani e gatti. L’intossicazione avviene per ingestione e/o masticazione di foglie e brattee. La pianta contiene una linfa color bianco latte con euforboni, alcaloidi e triterpeni.SintomiLa sintomatologia compare con irritazioni delle mucose dell’apparato digerente (più gravi se oculari), dermatiti vescicolari, bruciore a lingua e labbra, edema, congiuntivite, lacrimazione, vomito, diarrea, tremori. La prognosi è in genere favorevole con risoluzione dell’intossicazione.
Monstera
La monstera (nome scientifico: Monstera deliciosa) appartiene alla famiglia delle Aracee. Può accadere che cani e gatti mastichino la pianta. Storicamente la sindrome da intossicazione da Monstera deliciosa è stata attribuita alla presenza di cristalli di ossalato di calcio nella pianta. Studi recenti invece indicano la presenza di una sostanza proteica che rilascia istamina. Infatti i segni clinici sono compatibili con una reazione da istamina. Sintomi:dopo la masticazione si ha evidenza di dolore e irritazione e compare ipersalivazione. Tuttavia risulta più pericoloso il rigonfiamento a livello faringeo; anche la lingua si gonfia tanto da protrudere fuori dalla bocca. La respirazione è resa infatti difficoltosa, fino ad avere forte dispnea. Indicato il trattamento con antistaminici.
Dieffenbachia
La dieffenbachia (nome scientifico: Dieffenbachia spp.) è una diffusa pianta d’appartamento della famiglia delle Aracee, priva di fiori, la cui linfa provoca intossicazione grave nel gatto, più lieve nel cane, per masticazione delle foglie o degli steli. Sintomi: L’avvelenamento da dieffenbachia provoca irritazione e intenso dolore a livello di cavo orale, edema ed infiammazione delle mucose buccali, edema della glottide, asfissia, cecità, vomito, ipersalivazione, diarrea, tremori, albuminuria, ematuria, nefrite acuta. Morte o lenta guarigione (8-15 giorni).

Bacche di piante ornamentali

Alcune piante producono bacche che possono costituire un pericolo per gli animali domestici come il cane e il gatto. Occorre fare particolare attenzione durante il periodo di Natale, durante il quale vengono utilizzate anche all’interno delle abitazioni come decorazioni.
Agrifoglio
L’agrifoglio (nome scientifico: Ilex aquifolium) è un arbusto o albero sempreverde della famiglia delleAquifoliacee alto fino a 10 metri, con bacche rosse dal fogliame verde scuro lucente. L’ingestione di bacche e foglie è tossica per cani e cavalli. I principi attivi sono licina e tannini. Le bacche contengono sostanze emetiche e purganti: 20 bacche possono uccidere un cane. Sintomi: I sintomi dell’intossicazione sono vomito, diarrea intensa, torpore, coma e morte.
Vischio
Il vischio (nome scientifico: Viscum album) è un arbusto perenne sempreverde della famiglia delle Lorantacee che vive da parassita su diversi alberi a foglia caduca, come meli peri, pioppi, querce, ecc. Le sue radici penetrano nel legno della pianta parassitata per trarne nutrimento. Il seme è circondato da una sostanza appiccicosa che contiene viscotossine (viscalbina, visciflavina). L’intossicazione ha andamento stagionale per ingestione di grandi quantità di frutti nel periodo natalizio. Le bacche attraggono cani, equini, bovini mentre tordi e merli, che se ne cibano, sono immuni.
Sintomi: L’ingestione determina atassia, midriasi, salivazione, vomito, diarrea, poliuria, ipotensione, coliche e morte se non si interviene mediante trattamento sintomatico.

Trattamento delle intossicazioni da piante

Non esistono antidoti, il trattamento è puramente sintomatico.Decontaminazione
  • Igiene della cavità oro-faringea con cotone o spugna
  • Latte freddo
  • Il vomito generalmente avviene spontaneamente; come emetici possono essere eventualmente utilizzatisciroppo di ipecacuana o acqua ossigenata al 3%
  • Carbone attivo e catartico (solfato di sodio)
  • Se l’esposizione è avvenuta a livello cutaneo: pulire la pelle con sapone
Idratazione
  • Soluzione di ringer lattato
  • Metoclopramide e loperamide per controllare il vomito e la diarrea
Controllo della reazione infiammatoria e analgesia
  • Cortisonici (prednisolone)
  • Flunixinmeglumina
  • Antistaminici e ranitidina
Problemi nervosi. In caso di convulsioni: diazepam o fenobarbital Antibiotici Quando l’azione irritante produce danni nelle mucose con perdita di sangue. Ampicillina o amoxicillina in associazione con acido clavulanico.
Conclusioni: Le piante tossiche possono provocare danni sia lievi che gravi. Il rischio è maggiore nei cuccioli e nei bambini. È importante l’anamnesi per identificare correttamente la pianta. La prevenzione consiste nell’informare i proprietari sui possibili rischi.